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Prevenire dormendo

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PREVENIRE DORMENDO: corpo e mente si rigenerano

Durante il sonno si esegue una pulizia psicologica del superfluo di tensione ed eventi che ci coinvolgono durante la giornata; la mente deve essere messa nelle condizioni giuste per potersi ripulire e riassestare per rinascere al mattino.
Come aiutarci quindi a ritrovare il benessere psicofisico giusto senza svegliarci ancora più stressati?
Con qualche accortezza nelle abitudini giornaliere, di tipo sportivo, alimentare, meditativo, ma anche dormendo su materassi accoglienti e altamente tecnologici, salutari e ideali per la nostra struttura fisica.
In ogni caso, i consulenti del benessere Etika sono a tua disposizione per consigliarti il prodotto più idoneo alle tue esigenze, spiegandoti in modo dettagliato e professionale le caratteristiche di ognuno con la certezza di poterti aiutare ad avere un sonno salutare e rigenerante.

Dormire bene è la prima forma di benessere

Il sonno è un processo naturale in grado di influenzare l’umore e le capacità di reazione di ciascuno, perché controlla tutto il metabolismo umano e può essere inteso biologicamente come una fase di recupero delle energie fisiche e mentali.

Il sonno può essere definito come uno stato di riposo caratterizzato dalla sospensione temporanea della coscienza e della volontà e si modifica con il progredire dell’età in rapporto al bisogno e agli stimoli endogeni e ambientali.

Migliorare la conoscenza del sonno permette di agevolarlo e proteggerlo come un bene prezioso almeno quanto il cibo: un cattivo sonno significa stanchezza nell’affrontare la fatica quotidiana ed è spesso causa di malumore o di malesseri vaghi.

Trascorrere bene una notte di sonno, invece, rappresenta certamente un modo sicuro per prevenire lo stress, per mettere l’organismo nelle condizioni migliori di gestire gli impegni della giornata successiva.

Di conseguenza, dormire bene deve diventare la prima attenzione al benessere. Per questo, una norma basilare, generalmente però troppo spesso trascurata, è quella di considerare il sonno come un fattore essenziale non solo della salute ma la prima condizione del benessere, funzione indispensabile per il mantenimento della miglior efficienza psico-fisica.

Riuscire a sfruttare al meglio il periodo del sonno, momento fisiologico dedicato alla ricarica, può rappresentare per ogni individuo uno dei segreti per cercare di prevenire molti di quei disturbi quotidiani che si associano facilmente ad una vita di stress.

Affinché ciò possa avvenire, la condizione necessaria è quella di ottenere, durante le ore di sonno, un rilassamento muscolare ottimale che si accompagni al mantenimento di una corretta postura della colonna vertebrale.

È importante che l’avventura quotidiana si costruisca proprio a partire dalla ricerca di un sonno di qualità: i momenti più salienti della giornata sono il risveglio e l’addormentamento.

Quest’ultima fase è quella più delicata: bisogna ottenere una situazione di completo relax, dove si possa abbassare il tono del sistema neurovegetativo, diminuire la luminosità ambientale e favorire il distacco dal mondo degli oggetti per poter entrare in quello delle emozioni: ascoltare i bisogni e i ritmi del corpo, scoprire quiete e relax per la propria mente.

Da qui si visualizza l’importanza di un letto in grado di aiutarci a raggiungere la condizione migliore per ottenere il giusto relax, mentale e fisico, per una notte di riposo ristoratore, ma anche un modo concreto e dolce di curarsi e rigenerarsi, prendendosi cura di sè, del proprio equilibrio e dell’armonia fra corpo e anima.

Un sonno di qualità è quindi il primo effetto di benessere che sicuramente si apprezzerà al risveglio.

L’importanza di un sonno di qualità

Se la quantità di ore di sonno varia da persona a persona, la qualità del riposo è l’obiettivo che tutti devono perseguire.

In generale, un sonno di qualità è un toccasana per il benessere di ciascuno: quando si dorme bene, durante il giorno si ha più energia, si è più allegri e più attivi, migliorano le relazioni interpersonali; inoltre, concentrarsi è più facile e la mente rimane più sveglia.

Uno dei problemi per chi non dorme bene, purtroppo un fenomeno comune e molto diffuso, consiste nella sonnolenza diurna che può rappresentare un rischio gravissimo per la salute.

Se di giorno “si casca dal sonno” è perché si è dormito male di notte, ma spesso non ci si rende neppure conto di questo problema. Purtroppo, dati e statistiche generali confermano che sono molte le persone che non riescono ad ottenere un sonno di qualità; le indagini finora svolte hanno messo in evidenza i problemi legati alla scarsa qualità del sonno, che spesso possono diventare di tale gravità da richiedere l’intervento medico e farmacologico. Si stima che negli Stati Uniti circa il 50% della popolazione dorma in maniera insufficiente o insoddisfacente; in Europa, mediamente 34 europei su cento hanno disturbi legati all’insonnia: questo è quanto emerso da una recente indagine condotta su un campione di duemila persone rappresentanti della popolazione italiana, francese, tedesca e inglese. Tra questi, i maggiori disagi li avvertono le donne, circa il 60% degli insonni, e gli adulti oltre i 55 anni; si osservano però dati preoccupanti anche tra i più giovani.

Le ricerche effettuate in questi ultimi anni hanno confermato che, oltre alla popolazione che soffre di insonnia, c’è un 7-8% di adulti, tendenzialmente oltre i 40 anni, che pur convinti di dormire bene, soffrono di sonnolenza durante il giorno. Questo dimostra che sulla reale qualità del sonno esiste un’alterata
percezione. Le conseguenze per chi dorme male possono essere molteplici e pericolose: sonnolenza diurna, microsonni, cambiamenti di umore, stati d’ansia, depressione oltre al pericolo di rischiare, nei casi più gravi, anche problemi cardiovascolari; per non parlare degli incidenti automobilistici che avvengono per i colpi di sonno del guidatore. Si registra, inoltre, la diminuzione delle capacità di concentrazione e di memoria con una ridotta dinamicità generale. Un sonno di qualità è essenziale sia per ottenere prestazioni psico-fisiche ottimali che per rinforzare le difese naturali dell’organismo, proteggendolo meglio dalle malattie e prevenendo l’insorgere di disturbi e patologie.

Il sonno: una funzione rigenerante sottovalutata.

Quando si parla o si scrive di benessere ci si prodiga in preziosi consigli per ottenere l’equilibrio psichico e la tonicità fisica indispensabili per vivere serenamente. In un contesto in cui società, tecnologia e impegni ci obbligano ad una vita sempre più frenetica, la maggior parte dei consigli degli esperti si limitano a porre l’accento sulla corretta alimentazione e sull’esercizio fisico come elementi indispensabili per uno stato di benessere ottimale; purtroppo viene data poca importanza e attenzione al sonno, sottovalutato nella sua funzione primaria di rigeneratore psico-fisico del nostro organismo. Il sonno invece è una attività cerebrale dinamica, una fase attiva della vita quotidiana assolutamente indispensabile per mantenere il perfetto equilibrio del corpo umano. Quando si dorme è fondamentale che la colonna vertebrale mantenga la naturale curvatura. Se la colonna vertebrale viene costretta ad assumere una posizione non fisiologicamente corretta non si fa altro che peggiorare la tensione muscolare, obbligando i muscoli di schiena, collo e braccia a sforzi continui, anche durante il sonno, per mantenere la posizione corretta e in questo modo sarà difficile ottenere un riposo ritemprante. Più riposa la colonna vertebrale, maggiore sarà il relax fisico e psicologico che si otterrà dal sonno; di conseguenza il non dormire o il dormire male può essere nocivo alla salute. Un essere umano passa mediamente circa un terzo della giornata sdraiato su un letto: è quindi facile immaginare come la struttura del letto possa influire in maniera significativa sul suo stato di benessere.
Il sonno è stato a lungo un grande mistero per la scienza e ancora oggi sono molti i quesiti in cerca di risposte. Sappiamo che dormire è fondamentale per la nostra salute e, per i più piccoli, per il corretto sviluppo fisico e neurologico. I disturbi del sonno hanno una stretta correlazione con molte patologie e hanno quindi delle conseguenze di natura medico-sanitaria ma anche sociali, come incidenti stradali, sul lavoro, diminuita produttività.

ECCO PERCHÈ ABBIAMO BISOGNO DI DORMIRE

«Il sonno è un bisogno vitale come bere e mangiare: in qualche modo il sonno può essere considerato uno degli alimenti per il nostro cervello. Pur rimanendo un mistero per tanti aspetti, ci sono diversi studi che sottolineano come avere un buon sonno permette di mantenere in salute la nostra mente, la memoria, il sistema cardiovascolare ed anche quello immunitario» “Concederci l’adeguato riposo notturno non è una “perdita di tempo” come la nostra società a volte ci spinge a pensare, ma fa parte delle strategie necessarie a preservare la nostra salute”.

PERCHÈ IL POCO SONNO RENDE INSTABILI EMOTIVAMENTE

Lo sa bene chi dorme poco e male. A volte, la mancanza di sonno ci rende più instabili emotivamente e con la tendenza a reagire eccessivamente a situazioni, commenti, frasi che altrimenti avremmo considerato innocue. Uno studio del Tel Aviv Medical Center e dell’Università di Haifa ha scoperto il meccanismo alla base di questa perdita di neutralità, che dipende da un’immediata e accesa risposta dell’amigdala, area cerebrale che generalmente si attiva in condizioni emotivamente coinvolgenti, come se fosse compromessa l’abilità di distinguere cosa è importante da cosa non lo è. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale fMRI e l’elettroencefalogramma EEG, i ricercatori hanno infatti visto nei soggetti attivazioni cerebrali anche di fronte ad immagini emotivamente neutre, come se il nostro cervello diventasse incapace di ignorare tali stimoli ininfluenti, perdendo il controllo cognitivo sulle emozioni.
Sottoposti a così tanti stimoli, gli insonni diventano più instabili emotivamente con le note conseguenze sullo stress e il benessere sul lavoro e nella vita quotidiana.

STANCHI E TRISTI? ECCO IL LEGAME TRA SONNO E DEPRESSIONE

Si sa che i lavoratori su turni sono maggiormente vulnerabili, tra le altre malattie, anche alla depressione e che anche gli insonni sono maggiormente a rischio. Ma in che modo le alterazioni del sonno incidono sul nostro umore? L’Università di San Francisco ha scoperto un legame biologico tra due fenomeni strettamente connessi, sonno e depressione, in particolare una forma di depressione che colpisce in alcuni periodi dell’anno, la SAD disturbo affettivo stagionale, di cui soffre il 10% delle popolazioni delle alte latitudini. Si tratterebbe di un gene – PER3 – che fungerebbe da intersezione molecolare tra il nostro umore e l’orologio interno, l’orologio circadiano, che stabilisce i ritmi di sonno e veglia. I ricercatori hanno visto che alterazioni del gene erano comuni a soggetti che soffrivano di depressione stagionale e a soggetti con insonnia e che, con le due mutazioni incriminate sviluppavano SAD e disturbi del sonno.

Il Sonno: alleato contro l’invecchiamento

Si chiama «Beauty sleep» (sonno di bellezza) la giusta quantità di sonno che ci rende belli e freschi al risveglio. Eppure non è solo una faccenda estetica. Numerosi studi mostrano che la carenza di sonno è associata a disturbi di memoria ad ogni età. Ma il sonno è un alleato prezioso contro l’invecchiamento.
Numerosi studi epidemiologici indicano che il 50% degli anziani può soffrire di disturbi del sonno: quanto dormire possa diventare più difficile con il passare degli anni, il sonno è un fattore di protezione contro il fisiologico decadimento cognitivo dovuto all’età. Lo dimostrano numerosi studi condotti con la risonanza magnetica funzionale dai quali emerge che dormire almeno sette ore per notte riduce l’atrofia cerebrale in aree chiave per il ragionamento e la memoria. Anche se non è ancora del tutto chiaro in che modo ciò avvenga, l’evidenza mostra che il sonno è cruciale per numerosi meccanismi fisiologici, dalla riparazione cellulare al consolidamento delle memorie.